8 Miti sulle Auto Elettriche Sfatati in 5 Minuti

Miti sulle auto elettriche non veri

Quanti di questi miti pensavi che fossero veri fino ad oggi?

Le auto elettriche rappresentano ancora nel 2020 una novità per molti, un qualcosa di misterioso.
Quello che potresti essere portato a pensare riguardo queste fantastiche automobili green del futuro, potrebbe però non corrispondere con la cruda realtà dei fatti. Ecco quindi una lista di 8 miti sulle auto elettriche, che sicuramente avrai già sentito, sfatati in 5 minuti.

1. Ricaricare le auto elettriche richiede troppo tempo

Se ancora sei di questa idea è perchè probabilmente avrai letto o visto un documentario sui primi veicoli elettrici almeno 5 anni fa e poi non ti sei più aggiornato.

mito tempo di ricarica auto elettriche

La velocità di ricarica delle auto elettriche è diminuita enormemente in questi ultimi 5 anni e continuerà a diminuire sempre di più grazie a nuove generazioni di batterie e soprattutto all’ aumentata disponibilità di stazioni di ricarica più potenti.

Il tempo di ricarica dipende dalla potenza del caricatore e dalla capacità della batteria.

Prendiamo un riferimento pratico:  la Kia e-Niro con una capacità della batteria di 64kWh.
Se si ricaricasse da casa attraverso un ricaricatore portatile o un punto di ricarica installato che tipicamente ha una potenza di base di 3kW, servirebbero circa 21 ore per portarla da 0 a 100%.

“Ok, ma 21 ore sono troppe!”

Tutti l’abbiamo pensato.

La realtà dei fatti è che basta mettere l’auto in carica quando si rientra a casa dopo il lavoro, così si ricarica di notte (inoltre quando il costo dell’energia elettrica è minore) e la mattina sarà pronta per sfrecciare di nuovo.
Questo discorso delle 21 ore è valido per una tipica ricarica da casa convenzionale.

Se invece hai bisogno di ricaricare l’auto in una colonnina elettrica pubblica o privata, tutto cambia. Queste hanno potenze maggiori dai 50kW fino ai 150kW dei Tesla Superchargers.
Per ricaricare la stessa Kia e-Niro sarà sufficiente (solo teoricamente perchè la Kia Niro non accetta una ricarica rapida in corrente continua superiore a 50kW) quindi una ora e un quarto a (50kW) o solamente mezzora (150kW). Il tempo di andare in bagno, prendere un caffè e mangiare un panino all’Autogrill.
Inoltre sempre a casa, è possibile installare dei punti di ricarica (power box) e aumentare la potenza del contatore della rete elettrica domestica arrivando a potenze maggiori dei tradizionali 3kW , riducendo quindi il tempo di ricarica completa.

2. Non ci sono abbastanza colonnine di ricarica in Italia

E’ vero, forse l’Italia è ancora indietro per numero di colonnine rispetto ad altre nazioni europee come Norvegia, Germania, Francia ma questo non significa che non ce ne siano abbastanza.

Attualmente, nel 2020, ci sono più di 10 000 colonnine elettriche sparse in tutto il territorio nazionale, concentrate principalmente in alcune regioni come Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto, Toscana che presentano anche il maggior numero di veicoli elettrici acquistati.

Questa è solo una stima approssimativa ricavata dai dati delle più importanti app per smartphone che permettono di monitorare la posizione delle colonnine.

Si stima che però già entro il 2020 il numero sarà più che raddoppiato. Il mercato delle auto elettriche è in continua crescita, e quindi il business delle colonnine elettriche cresce di conseguenza. Enel X è attualmente la principale fornitrice in Italia con più di 5000 colonnine per auto elettriche e dichiara che entro la fine del 2020 il numero aumenterà fino a 14000 e ancora a 28000 entro il 2022.

Quindi ci sono abbastanza colonnine di ricarica in Italia, secondo mito sfatato.

3. Non possono percorrere lunghe distanze

L’autonomia è una delle caratteristiche principali che il potenziale acquirente valuta (giustamente) prima di passare all’elettrico.

La verità è che quando si parla di auto elettriche, tutto va rapidamente. Mentre nel 2010 in media un’auto elettrica poteva percorrere con un pieno una distanza di soli 150 km, nel 2020 già esistono modelli come il Tesla Model 3 che possono fare anche 550km con un pieno. 

In media oggi, tutte le auto elettriche possono fare più di 350 km con un pieno.

4. Inquinano quanto le auto tradizionali

Si è diffusa ultimamente questa credenza, che siccome l’energia elettrica utilizzata per ricaricare le auto, viene prodotta principalmente (ancora) da combustibile, l’auto elettrica non sarebbe così green come sembra.

Auto elettriche inquinano meno delle auto a combustione

È vero che purtroppo l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili è in minor quantità rispetto a quella prodotta da combustibile o nucleare.
Nonostante ciò l’impatto sulle emissioni di CO2 di un’auto elettrica è minore del 90% rispetto a un veicolo con motore a combustione.

In più nei prossimi anni, questo vantaggio sarà ancora più evidente dato che la rete elettrica sarà sempre più alimentata da fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico. In Italia, già oltre il 36% dell’energia elettrica è rinnovabile.

5. Non sono divertenti da guidare

Non solo hanno un’accelerazione maggiore della auto a combustione, ma sono anche super comode. I motori elettrici hanno una potenza incredibile, soprattutto durante la fase di accelerazione. Se premi il pedale troppo forte, ti incollano al sedile.

La Tesla Roadster ad esempio può fare da 0 a 100 km/h in 3.9 secondi. Per avere un’idea di cosa significhi dai un’occhiata a questo video che ho trovato su YouTube:

Inoltre il peso del veicolo è distribuito in una maniera differente: la parte più pesante di un’auto elettrica è la batteria, che è sistemata centralmente nel veicolo. Questo garantisce una maggiore stabilità durante la guida, e quindi la possibilità di adottare uno stile di guida più sportivo rispetto ad un’auto tradizionale.

6. La rete elettrica non sopporterebbe tanti veicoli elettrici

Non risulta che i paesi in cui l’auto elettrica è ormai popolare, come la Norvegia, siano rimasti a secco di energia elettrica.

Inoltre è sufficiente effettuare un piccolo calcolo:

Secondo le statistiche di Terna, che è la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale, il fabbisogno energetico dell’intera nazione è di ogni anno intorno ai 300 TWh.
Un milione di auto elettriche in un anno comporterebbe un consumo di 2,4 TWh, cioè meno dell’1% dell’energia prodotta e importata dall’Italia annualmente.
A fine 2019 in Italia le auto elettriche sono ancora meno di 30 000 ma si stima che entro il 2030 questo numero crescerà fino a 2,5/7 milioni.

7. Sono meno sicure delle auto a combustione

Secondo i dati dell’associazione governativa americana NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) la Tesla Model 3 è l’auto più sicura al mondo.

Per quanto riguarda invece alcuni problemi riportati di auto che prendono a fuoco o batterie che esplodono, sembrano piuttosto esagerati. I veicoli a combustibile che prendono a fuoco ogni anno sono in rapporto molti di più, solo non fanno più notizia.

Se prendiamo ad esempio la Nissan Leaf, non ci sono mai stati casi in cui la batteria ha preso fuoco. Neanche in condizioni di incidente o durante i test di sicurezza, perchè i liquidi delle batterie della Leaf non sono infiammabili.

In caso di incidente ci sono dei sistemi che permettono di isolare immediatamente la batteria ed evitare che venga fatta scorrere corrente per tutto il veicolo e quindi un rischio di folgorizzazione per il conducente.

8. La manutenzione è costosa

Manutenzione auto elettrica costosa

Una classica auto con motore a combustione è composta da più di 10 000 unità assemblate che concorrono al corretto funzionamento del veicolo.

Un’auto elettrica, come la Tesla Model S, è formata solo da 150 unità.

Tutte le unità che si muovono sono sottoposte ad usura: nelle macchine tradizionali c’è quindi molta più probabilità di inconvenienti rispetto alle macchine elettriche.

Il motore elettrico è meccanicamente molto più semplice di un motore a combustione, quindi incorre in meno problemi. Leggi qui come funziona un motore elettrico.

Essendo comunque delle auto, hanno bisogno di controlli regolari, principalmente al liquido dei freni, alle gomme, ai filtri, cambio dei freni (che avviene molto meno frequentemente rispetto alle auto tradizionali, grazie alla frenata rigenerativa).

La spesa più grande in un’auto elettrica è il cambio della batteria. Con il tempo le batterie, come quelle dello smartphone perdono una percentuale della loro capacità totale. Ma questo problema è in parte ovviato da una garanzia fino a 8 anni offerta da maggior parte delle case automobilistiche, in parte da una serie di accorgimenti che andrebbero presi per diminuire il processo di usura.

FONTI:
Repubblica.it

Nhtsa.gov

Wikipedia

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